• Nicolo Regazzoni

"NON POTEVA STACCARSENE SENZA LACERARSI"

Aggiornamento: 30 nov 2021

Il romanzo familiare come ricostruzione di appartenenze.




Ho letto alcune parti di un testo edito da Pisa University Press, intitolato "Non poteva staccarsene senza lacerarsi". E' un libro sul romanzo familiare italiano, e il titolo è tratto da un passo di Menzogna e Sortilegio di Elsa Morante. Il testo è scaricabile gratuitamente dal sito dell'Università di Pisa, oppure qui sotto in formato pdf:

Non_Poteva_Staccarsene_Senza_Lacerarsi_9788833394541_2167607
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“Mia cara figlia, noi non siamo nati per quella che con vista miope consideriamo la nostra piccola, personale felicità, perché non siamo essere staccati, indipendenti e autonomi, ma anelli di una catena (...) e non saresti nipote di tuo nonno che riposa in Dio, non saresti addirittura un degno membro della nostra famiglia se pensassi sul serio, tu sola, di seguire con caparbietà e sventatezza una tua strada irregolare e arbitraria.” - I Buddenbrook - Thomas Mann

Insomma, si può essere liberi in famiglia? La libertà presuppone la rottura dei legami familiari? O la famiglia fornisce tutta una serie di ingredienti che, se ben elaborati, consentono un distacco indolore e propulsivo? Che addirittura concorrono a formare la propria identità?


"Ma è possibile appartenere solo a sé stessi? E' possibile un'identità che non nasca anche dalle relazioni con gli altri, con una comunità di persone? Quel nome che mi portavo dietro [Van Straten] come ultimo discendente di Emanuel, figlio di Hartog, poteva essere un tramite per aiytarmi anche a definire me stesso?" - I Buddenbrook - Thomas Mann


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